<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	
	>
<channel>
	<title>Comments on: filippo corazza</title>
	<atom:link href="https://www.twocalls.net/tc/?feed=rss2&#038;p=2820" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.twocalls.net/tc/?p=2820</link>
	<description>concorso internazionale d’arte contemporanea</description>
	<lastBuildDate>Tue, 26 May 2015 09:21:56 +0000</lastBuildDate>
		<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
		<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=3.7.41</generator>
	<item>
		<title>By: Mauro Martini</title>
		<link>https://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-22041</link>
		<dc:creator><![CDATA[Mauro Martini]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 May 2015 09:21:56 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-22041</guid>
		<description><![CDATA[Mi aggancio al concetto della finestra come punto di osservazione privilegiato, confine tra interno ed esterno, in senso spirituale tra l&#039;essere interiore ed esteriore. Il ribadire un punto di unione e paradossalmente di separazione tra il mondo dei vivi (i sopravvissuti) e delle vittime &quot;fisiche&quot;, una finestra sulle emozioni vere, forti e dure, traendo da esse motivo è forza per un riscatto morale e materiale dell&#039;uomo,  un senso nel non senso della tragedia nel ribadire con forza nel &quot;non luogo&quot; la supremazia dell&#039;uomo, in quanto individuo fisico e spirituale sul &quot;non senso&quot;  delle sue azioni. Credo di poter affermare che in questo progetto ci sia tutto il tuo vissuto, sensibilità e fede ed in quanto tale una testimonianza tangibile del percorso di uomo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Mi aggancio al concetto della finestra come punto di osservazione privilegiato, confine tra interno ed esterno, in senso spirituale tra l&#8217;essere interiore ed esteriore. Il ribadire un punto di unione e paradossalmente di separazione tra il mondo dei vivi (i sopravvissuti) e delle vittime &#8220;fisiche&#8221;, una finestra sulle emozioni vere, forti e dure, traendo da esse motivo è forza per un riscatto morale e materiale dell&#8217;uomo,  un senso nel non senso della tragedia nel ribadire con forza nel &#8220;non luogo&#8221; la supremazia dell&#8217;uomo, in quanto individuo fisico e spirituale sul &#8220;non senso&#8221;  delle sue azioni. Credo di poter affermare che in questo progetto ci sia tutto il tuo vissuto, sensibilità e fede ed in quanto tale una testimonianza tangibile del percorso di uomo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Andrea</title>
		<link>https://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-22028</link>
		<dc:creator><![CDATA[Andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 25 May 2015 22:47:27 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-22028</guid>
		<description><![CDATA[Trovo molto bella l&#039;idea che in qualche modo rivitalizza un luogo non di certo dimenticato ma purtroppo troppo abbandonato; un luogo che, nel bene e soprattutto nel male, fa parte della nostra storia, della nostra cultura e di cui dovremmo sempre aver cura.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Trovo molto bella l&#8217;idea che in qualche modo rivitalizza un luogo non di certo dimenticato ma purtroppo troppo abbandonato; un luogo che, nel bene e soprattutto nel male, fa parte della nostra storia, della nostra cultura e di cui dovremmo sempre aver cura.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Marta Zanette</title>
		<link>https://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21936</link>
		<dc:creator><![CDATA[Marta Zanette]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 22 May 2015 09:09:50 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21936</guid>
		<description><![CDATA[Molto molto bello... Il progetto è molto meditato, si sente che hai pensato,  in profondità, e che ogni elemento che utilizzi ha un suo preciso significato e contribuisce a trasmettere il messaggio centrale e portante del tuo lavoro. Quest&#039;opera parla molto di te, di come sei, di quello che senti, di ciò in cui credi, di come sai elaborare e ri-creare significati, e questo mi ha colpito molto, complimenti! Mi ha colpito molto anche la delicatezza e la sensibilità con cui hai trattato il tema della tragedia avvenuta, e del dolore e del senso di ingiustizia ancora presenti in molte persone che hanno vissuto questo evento terribile... L&#039;elemento della finestra è molto semplice, povero, quotidiano, &quot;normale&quot; (almeno questo è in senso che gli do io), e proprio per questa sua semplicità, è molto potente secondo me. Comunica in modo estremamente potente il senso di &quot;casa&quot;, di sicurezza, il senso di comunità viva anche, spazzato via dalla furia dell&#039;acqua. ma che, come dici tu nel progetto, si può ricreare, può rivivere, e dai di questo processo di rinascita una rappresentazione visiva molto bella. Complimenti ancora!]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto molto bello&#8230; Il progetto è molto meditato, si sente che hai pensato,  in profondità, e che ogni elemento che utilizzi ha un suo preciso significato e contribuisce a trasmettere il messaggio centrale e portante del tuo lavoro. Quest&#8217;opera parla molto di te, di come sei, di quello che senti, di ciò in cui credi, di come sai elaborare e ri-creare significati, e questo mi ha colpito molto, complimenti! Mi ha colpito molto anche la delicatezza e la sensibilità con cui hai trattato il tema della tragedia avvenuta, e del dolore e del senso di ingiustizia ancora presenti in molte persone che hanno vissuto questo evento terribile&#8230; L&#8217;elemento della finestra è molto semplice, povero, quotidiano, &#8220;normale&#8221; (almeno questo è in senso che gli do io), e proprio per questa sua semplicità, è molto potente secondo me. Comunica in modo estremamente potente il senso di &#8220;casa&#8221;, di sicurezza, il senso di comunità viva anche, spazzato via dalla furia dell&#8217;acqua. ma che, come dici tu nel progetto, si può ricreare, può rivivere, e dai di questo processo di rinascita una rappresentazione visiva molto bella. Complimenti ancora!</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Annalisa</title>
		<link>https://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21861</link>
		<dc:creator><![CDATA[Annalisa]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 19:38:25 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21861</guid>
		<description><![CDATA[Secondo me stai dando un messaggio assolutamente luminoso a quanti non vogliono riconoscere nella rinascita la giusta visione della tragedia avvenuta 52 anni fa. Fa bene sapere che non tutti hanno una visione così nichilista del futuro e che solo attraverso la speranza di un tempo migliore, anche alla luce delle brutture del passato, si potranno trovare soluzioni e nuove  ispirazioni che ci consentiranno di diventare persone migliori e di non ripetere gli errori del passato. Complimenti Filippo.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Secondo me stai dando un messaggio assolutamente luminoso a quanti non vogliono riconoscere nella rinascita la giusta visione della tragedia avvenuta 52 anni fa. Fa bene sapere che non tutti hanno una visione così nichilista del futuro e che solo attraverso la speranza di un tempo migliore, anche alla luce delle brutture del passato, si potranno trovare soluzioni e nuove  ispirazioni che ci consentiranno di diventare persone migliori e di non ripetere gli errori del passato. Complimenti Filippo.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: alessandra</title>
		<link>https://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21856</link>
		<dc:creator><![CDATA[alessandra]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 16:57:12 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21856</guid>
		<description><![CDATA[Progetto davvero interessante e coinvolgente. Un delicato connubio di cuore, sentimento, denuncia e arte. Bravo!!  Niente retorica, una proposta di non facile realizzzione ma che da vita a chi, senza una ragione si è SPENTO quella notte.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Progetto davvero interessante e coinvolgente. Un delicato connubio di cuore, sentimento, denuncia e arte. Bravo!!  Niente retorica, una proposta di non facile realizzzione ma che da vita a chi, senza una ragione si è SPENTO quella notte.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Filippo Corazza</title>
		<link>https://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21853</link>
		<dc:creator><![CDATA[Filippo Corazza]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 May 2015 15:58:47 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21853</guid>
		<description><![CDATA[Grazie Daniele, apprezzo molto il tuo commento e ti ringrazio perchè così potrò spiegare meglio il progetto. Innanzi tutto quest&#039;opera vuole volutamente risollevare la testa di fronte alla tragedia, innalzandone il ricordo &quot;vivo&quot; di quella notte. Non è mia intenzione assolutamente &quot;abbellire&quot; questo luogo, ma valorizzarne esteticamente tutto il suo complesso significato. Mi spiego: questo progetto di installazione è per me un istantanea, e come spero anche, l&#039;ultimo ricordo di vita vissuta per migliaia di persone travolte dalla catastrofe. E&#039; come una foto scattata un&#039;attimo prima che le abitazioni venissero distrutte, le persone risucchiate da una forza sovrumana, e le vite di molti strappate da quello che era il loro diritto naturale a vivere. Diviene così anche un segno della vita comune, quotidiana, di noi tutti dove ogni uomo, donna animale o pianta &quot;domestica&quot; si può ritrovare. Ho cercato così nella storia stessa del Vajont un linguaggio estetico che potesse essere comune, capace di leggere per chi guarda per la prima volta (penso ai bambini) diverse storie, mentre per chi ben la conosce, rileggere tra queste la propria e intima storia (come per Michela Coletti e pochi altri che quelle immagini le portano ancora impresse nei cuori). Poter proiettare e confluire diversi sguardi, diverse opinioni, tentando di creare un punto di incontro proprio tra motivazioni e visioni differenti è questo il tentativo. Lo sguardo &quot;cupo&quot; come dici giustamente tu del passato che deve restare tale e immobile (rappresentato nella staticità diurna dell&#039;opera in cui nulla si muove e vive e dove il grigio cemento stesso diviene cornice delle finestre) e lo sguardo &quot;vivificato&quot; della sera, che riaccende la speranza e volge lo sguardo all&#039;eterno presente del QUI VIVE. Perché qui vive il ricordo e la memoria storica, qui vive e permane la lotta contro ogni oppruso e abuso di potere e presunzione, qui vive un sentimento ferito su cui ci si deve avvicinare con rispetto e timore. QUI VIVE in francese e inglese è l&#039;equivalente del &quot;chi va là&quot; militare e l&#039;o scelto appositamente perché è anche la legittima reazione della popolazione nei confronti di ogni intervento venuto dall&#039;esterno, istituzionale o privato che sia, compreso probabilmente questo concorso, un sentimento cui forse tu stesso fai riferimento. Proprio per ribadire questo pericolo e senso di frustrazione dei sopravvissuti, cito simbolicamente lo scempio delle lapidi avvenuto a Fortogna in occasione del rifacimento del cimitero monumentale della memoria www.sopravvissutivajont.it che ha in parte ispirato e rafforzato lo sviluppo di questo mio progetto. Del resto questo approccio era anche il tema specifico richiesto dal concorso di Dolomiti Contemporanee, cito: &quot;per chi partecipa a questo pellegrinaggio silenzioso, la diga del vajont è una enorme lapide di cemento&quot; e ancora &quot;la convinzione basilare, che è alla base del concorso, è che questi luoghi (l’area del vajont) non debbano, per l’eternità, incarnare e rappresentare esclusivamente la storia di quel dramma, e che sia invece necessario, precisamente qui, decidere responsabilmente di dire qualche cos’altro, di portare, proprio qui, altre parole, ed immagini, di senso&quot; (...) &quot;quindi, fino a quando l’uomo avrà la forza di elaborare creativamente il significato dei fatti che costituiscono la propria storia, compresi i fatti terribili, questa storia continuerà ad essere da lui stesso generata, e nessun fatto, di nessun genere, potrà escluderlo da questo processo vitale, che gli appartiene, facendolo appunto uomo&quot;. Nel bando si chiedeva di elaborare il senso di questa &quot;LINE&quot; e questo é stato il mio intento. Immaginandola come un&#039;asta da superare dal atleta di salto in alto, come un confine da superare, una vetta o parete da scalare, un valico, necessario, difficile, doloroso ma pieno di liberazione, luogo che parla di un confine che pare invalicabile tra la morte e la vita. Alla sofferenza delle persone sopravvissute e poi a tutti, ho voluto dedicare questo progetto, accostando delle finestre di vita comune, e attraverso la speranza di rincontrarci un giorno, a una nuova vita. Perché anche di fede qui ho voluto riflettere, perché essa è stata per me come per molti unica fonte di vita e ancora di salvezza difronte alla morte dei propri cari e amici. LINE per me è anche questo, un confine tra il credere e il non credere, una lotta tra vita e morte e tra morte e vita in un continuo che è il tempo. Proprio per questo, per il livello di attenzione che merita questo luogo, vorremo impreziosirlo del vero valore che è la vita. E&#039; un omaggio sincero alle molte vite e persone toccate da ogni tragedia di morte passata, presente e ci auguriamo mai più futura. Grazie ancora Daniele e a tutti coloro che danno attenzione a quella forza incompresa che é l&#039;arte oggi.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Grazie Daniele, apprezzo molto il tuo commento e ti ringrazio perchè così potrò spiegare meglio il progetto. Innanzi tutto quest&#8217;opera vuole volutamente risollevare la testa di fronte alla tragedia, innalzandone il ricordo &#8220;vivo&#8221; di quella notte. Non è mia intenzione assolutamente &#8220;abbellire&#8221; questo luogo, ma valorizzarne esteticamente tutto il suo complesso significato. Mi spiego: questo progetto di installazione è per me un istantanea, e come spero anche, l&#8217;ultimo ricordo di vita vissuta per migliaia di persone travolte dalla catastrofe. E&#8217; come una foto scattata un&#8217;attimo prima che le abitazioni venissero distrutte, le persone risucchiate da una forza sovrumana, e le vite di molti strappate da quello che era il loro diritto naturale a vivere. Diviene così anche un segno della vita comune, quotidiana, di noi tutti dove ogni uomo, donna animale o pianta &#8220;domestica&#8221; si può ritrovare. Ho cercato così nella storia stessa del Vajont un linguaggio estetico che potesse essere comune, capace di leggere per chi guarda per la prima volta (penso ai bambini) diverse storie, mentre per chi ben la conosce, rileggere tra queste la propria e intima storia (come per Michela Coletti e pochi altri che quelle immagini le portano ancora impresse nei cuori). Poter proiettare e confluire diversi sguardi, diverse opinioni, tentando di creare un punto di incontro proprio tra motivazioni e visioni differenti è questo il tentativo. Lo sguardo &#8220;cupo&#8221; come dici giustamente tu del passato che deve restare tale e immobile (rappresentato nella staticità diurna dell&#8217;opera in cui nulla si muove e vive e dove il grigio cemento stesso diviene cornice delle finestre) e lo sguardo &#8220;vivificato&#8221; della sera, che riaccende la speranza e volge lo sguardo all&#8217;eterno presente del QUI VIVE. Perché qui vive il ricordo e la memoria storica, qui vive e permane la lotta contro ogni oppruso e abuso di potere e presunzione, qui vive un sentimento ferito su cui ci si deve avvicinare con rispetto e timore. QUI VIVE in francese e inglese è l&#8217;equivalente del &#8220;chi va là&#8221; militare e l&#8217;o scelto appositamente perché è anche la legittima reazione della popolazione nei confronti di ogni intervento venuto dall&#8217;esterno, istituzionale o privato che sia, compreso probabilmente questo concorso, un sentimento cui forse tu stesso fai riferimento. Proprio per ribadire questo pericolo e senso di frustrazione dei sopravvissuti, cito simbolicamente lo scempio delle lapidi avvenuto a Fortogna in occasione del rifacimento del cimitero monumentale della memoria <a href="http://www.sopravvissutivajont.it" rel="nofollow">http://www.sopravvissutivajont.it</a> che ha in parte ispirato e rafforzato lo sviluppo di questo mio progetto. Del resto questo approccio era anche il tema specifico richiesto dal concorso di Dolomiti Contemporanee, cito: &#8220;per chi partecipa a questo pellegrinaggio silenzioso, la diga del vajont è una enorme lapide di cemento&#8221; e ancora &#8220;la convinzione basilare, che è alla base del concorso, è che questi luoghi (l’area del vajont) non debbano, per l’eternità, incarnare e rappresentare esclusivamente la storia di quel dramma, e che sia invece necessario, precisamente qui, decidere responsabilmente di dire qualche cos’altro, di portare, proprio qui, altre parole, ed immagini, di senso&#8221; (&#8230;) &#8220;quindi, fino a quando l’uomo avrà la forza di elaborare creativamente il significato dei fatti che costituiscono la propria storia, compresi i fatti terribili, questa storia continuerà ad essere da lui stesso generata, e nessun fatto, di nessun genere, potrà escluderlo da questo processo vitale, che gli appartiene, facendolo appunto uomo&#8221;. Nel bando si chiedeva di elaborare il senso di questa &#8220;LINE&#8221; e questo é stato il mio intento. Immaginandola come un&#8217;asta da superare dal atleta di salto in alto, come un confine da superare, una vetta o parete da scalare, un valico, necessario, difficile, doloroso ma pieno di liberazione, luogo che parla di un confine che pare invalicabile tra la morte e la vita. Alla sofferenza delle persone sopravvissute e poi a tutti, ho voluto dedicare questo progetto, accostando delle finestre di vita comune, e attraverso la speranza di rincontrarci un giorno, a una nuova vita. Perché anche di fede qui ho voluto riflettere, perché essa è stata per me come per molti unica fonte di vita e ancora di salvezza difronte alla morte dei propri cari e amici. LINE per me è anche questo, un confine tra il credere e il non credere, una lotta tra vita e morte e tra morte e vita in un continuo che è il tempo. Proprio per questo, per il livello di attenzione che merita questo luogo, vorremo impreziosirlo del vero valore che è la vita. E&#8217; un omaggio sincero alle molte vite e persone toccate da ogni tragedia di morte passata, presente e ci auguriamo mai più futura. Grazie ancora Daniele e a tutti coloro che danno attenzione a quella forza incompresa che é l&#8217;arte oggi.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Daniele</title>
		<link>https://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21766</link>
		<dc:creator><![CDATA[Daniele]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2015 22:30:01 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21766</guid>
		<description><![CDATA[Molto innovativa, ma soprattutto sarebbe molto suggestiva da vedere di notte. Però penso sia di difficile realizzazione, non dal lato tecnico e pratico, ma dal punto di vista etico e di di cosa rappresenta la diga, anche se in disuso, per la popolazione locale. Molto probabilmente ci sarebbe una rivolta. Con le tue finestre dal punto di vista puramente estetico (anche se c&#039;è un ragionamento ponderato e con un senso) si cerca di abbellire la diga, ma essa è meglio se rimane grigia, cupa, senza sfarzi o colori. Quando la si osserva si rimane in silenzio, e in quel silenzio si può risentire i rumori di quella notte tragica. Questo è il mio modesto pensiero, è molto bella come idea sulla carta, ma irrealizzabile: si rovinerebbe l&#039;atmosfera che circonda quel posto.]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Molto innovativa, ma soprattutto sarebbe molto suggestiva da vedere di notte. Però penso sia di difficile realizzazione, non dal lato tecnico e pratico, ma dal punto di vista etico e di di cosa rappresenta la diga, anche se in disuso, per la popolazione locale. Molto probabilmente ci sarebbe una rivolta. Con le tue finestre dal punto di vista puramente estetico (anche se c&#8217;è un ragionamento ponderato e con un senso) si cerca di abbellire la diga, ma essa è meglio se rimane grigia, cupa, senza sfarzi o colori. Quando la si osserva si rimane in silenzio, e in quel silenzio si può risentire i rumori di quella notte tragica. Questo è il mio modesto pensiero, è molto bella come idea sulla carta, ma irrealizzabile: si rovinerebbe l&#8217;atmosfera che circonda quel posto.</p>
]]></content:encoded>
	</item>
	<item>
		<title>By: Matteo</title>
		<link>https://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21759</link>
		<dc:creator><![CDATA[Matteo]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 13 May 2015 15:30:06 +0000</pubDate>
		<guid isPermaLink="false">http://www.twocalls.net/tc/?p=2820#comment-21759</guid>
		<description><![CDATA[Bellissimo progetto e idea Brother! ;) Complimenti!
Speriamo fiduciosi che sia di gradimento anche alla giuria preposta!
Ottimo lavoro davvero! &lt;3]]></description>
		<content:encoded><![CDATA[<p>Bellissimo progetto e idea Brother! <img src='https://www.twocalls.net/tc/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Complimenti!<br />
Speriamo fiduciosi che sia di gradimento anche alla giuria preposta!<br />
Ottimo lavoro davvero! &lt;3</p>
]]></content:encoded>
	</item>
</channel>
</rss>
